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18/05/2009
L’università di Trieste è la terza in Italia per capacità di attrazione degli studenti stranieri. A fronte di una media nazionale che non supera il 2%, nel capoluogo giuliano l’8,3% degli iscritti non è di nazionalità italiana. Prima di Trieste, nella lista, ci sono solo il Politecnico di Torino e la Bocconi di Milano.
Arrivano da tutto il mondo: dai Balcani, in particolare: con Croazia e Slovenia in testa. Ma anche dal resto dell’Unione europea, dal Sud America, dall’Africa, grazie a un’intelligente azione di marketing territoriale e innovazione nell’offerta didattica e formativa. Come spiegare meglio questo successo? Quali sono gli elementi che rendono una città attrattiva per giovani provenienti da altri Stati e altri continenti? All’inverso, cosa spinge i talenti, quelli che arrivano e quelli che se ne vanno, ad abbandonare il proprio Paese in cerca di nuove opportunità di realizzazione? Giovedì 21 maggio Controesodo – Talenti in movimento ha fatto tappa proprio a Trieste. L’incontro – organizzato da TrecentoSessanta in collaborazione con l’Associazione «Società Futura» – si è svolto alle ore 19,00, presso l’Hotel Urban, Androna Chiusa 4, di fronte all’Archivio Comunale. Erano presenti Guglielmo Vaccaro, ideatore del progetto, e Sergio Nava, il giornalista e scrittore, autore del libro La fuga dei Talenti, che già ha partecipato ad alcuni degli incontri di Controesodo. Sono intervenuti, inoltre, Roberto Casolini, segretario provinciale del PD; Francesco Russo, professore universitario e vicepresidente di Area Science; e Luca Visentini, segretario regionale della UIL e responsabile dell’Associazione «Società Futuro». Per informazioni www.controesodo.itCommenta la news
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18.05.2009 Nadia Colpine