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Quando si parla di «opportunità» il discorso diventa sempre delicato. Se alla parola aggiungiamo anche «giovani» tutto diventa ancora più complicato, e si rischia di finire nella retorica. Sulla questione delle poche opportunità per noi giovani in questo periodo storico si è detto, si continua a dire, probabilmente si dirà ancora. Com’è facile intuire quando l’economia cresce le opportunità per i giovani si moltiplicano, se invece inizia una contrazione dovuta alla crisi i primi ad essere mandati a casa saranno proprio i giovani. Fin qui nulla di nuovo. Le responsabilità per questo immobilismo sono molteplici, e non è secondaria una ormai congenita difficoltà di puntare a sostenere il merito, stimolare i nostri potenziali a dare il meglio, premiare le eccellenze.

Diplomato con il massimo dei voti? Niente tasse universitarie per il primo anno. L’iniziativa è dell’Università di Bologna Alma Mater che dal prossimo anno permetterà alle matricole diplomate con lode di non pagare il primo anno di corso.

«Il dato più eclatante e preoccupante venuto fuori dalla presentazione del rapporto SVIMEZ 2009 è rappresentato dalla fuga di 18.000 laureati dal Mezzogiorno». Lo dice Guglielmo Vaccaro, deputato del Pd e ideatore di Controesodo – Talenti in Movimento.
«Si pensi - aggiunge - che le famiglie e le istituzioni meridionali investono oltre 100.000 euro per formare un giovane professionista (OCSE 2009). Ciò significa, se andiamo a incrociare i dati, che il nostro Mezzogiorno ha perso circa due miliardi di euro di investimento sul proprio capitale umano in un solo anno. E' evidente - prosegue Vaccaro - che la situazione da preoccupante è diventata drammatica per la crescita economica e culturale di un Paese come il nostro che forma classe dirigente in un'area incapace di valorizzarla.»

E i giovani italiani tra i 18 e 35 anni non vogliono certo mancare l'appuntamento. Archiviati i mondiali e preparate le valigie se ne vanno in giro per il mondo. A studiare. Eh, si! In barba a chi li vuole, da sempre, svogliati e disinteressati al loro futuro, la scelta di trascorrere l'estate puntando sulla formazione risulta, anche quest'anno, una delle più gettonate.
Lo leggiamo su un interessante articolo de Il Sole 24 Ore di ieri, le possibilità per i ragazzi sono davvero tante: summers schools, masters, corsi di formazione e seminari, dall'Italia all'America, da Oxford a Shanghai. una settimana, un mese o addirittura due. E sono giovani attenti alla qualità: scelgono scuole prestigiose, istituti di lunga tradizione o di grande nomea internazionale.

A chi, come noi, prova a seguire da vicino il problema della fuga dei cervelli non può sfuggire l’ultimo rapporto Almalaurea che, finalmente, porta delle buona notizie.
Nonostante la tendenza degli ultimi anni a razionalizzare e ridurre i corsi di laurea, stanno aumentando costantemente quelli completamente tenuti in lingua inglese (quest’anno 64) e sono più di 7.000 gli accordi stipulati fra atenei italiani e stranieri che garantiscono agli studenti la possibilità di entrare in contatto con un differente contesto didattico e formativo. Per il futuro poi, il desiderio di incentivare i «double degree», per stimolare giovani universitari provenienti da tutto il mondo a partecipare a corsi di laurea nel nostro Paese attraverso lo strumento del doppio riconoscimento del titolo.

Ora puoi rivedere sul nostro sito, la votazione degli emendamenti e l’approvazione finale della prima proposta di Controesodo – Talenti in movimento, “Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia”.

Il 24 maggio si è svolta la discussione generale in Aula, presso la Camera dei Deputati, della prima proposta di legge del progetto Controesodo - Talenti in movimento, "Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia".
Ora puoi rivedere i vari interventi e leggere il resoconto stenografico della discussione generale.

Controesodo – Talenti in movimento, «Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia». Sono intervenuti in Aula, tra tanti esponenti di ogni partito, la relatrice Alessia Mosca (Pd), il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl) e il vicesegretario del Partito Democratico, nonché primo firmatario, Enrico Letta.

Si è conclusa oggi pomeriggio nell’Aula di Montecitorio la discussione generale sulla proposta di legge «Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia», primo risultato del progetto Controesodo – Talenti in movimento.
La proposta bipartisan – promossa da TrecentoSessanta con il contributo dell’intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà – è stata sostenuta dai gruppi parlamentari di MPA, UDC, PDL e PD.

Prosegue l’iter del progetto Controesodo e della sua proposta di legge «Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia» (A.C. 2079) che, dopo il parere delle Commissioni interessate, lunedì approderà finalmente all’esame dell’Aula di Montecitorio.
La proposta – ideata nell’ambito dell’Associazione TrecentoSessanta, con il contributo determinante dell’Intergruppo per la Sussidiarietà – ha tra i propri firmatari lo stesso Enrico, Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, Guglielmo Vaccaro e Alessia Mosca, rispettivamente ideatore e relatore dell’iniziativa legislativa. Ad oggi hanno firmato il provvedimento 47 deputati gruppi di PD e PDL.

Sono terminate martedì 4 maggio con Beppe Severgnini le audizioni informali presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati per la prima proposta di legge di Controesodo – Talenti in movimento.
La proposta di legge «Incentivi fiscali per in rientro dei lavoratori in Italia», che intende favorire il ritorno degli italiani under 40 che svolgono la propria attività all'estero da almeno 2 anni attraverso la concessione di un credito d'imposta valido sia per le imprese, sia per i lavoratori autonomi che per quelli dipendenti, passerà dunque alla Camera per la discussione che inizierà il 24 maggio.

Si sono svolte oggi le audizioni informali per la proposta di legge «Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia», che ha come primi firmatari Enrico Letta e Maurizio Lupi.
Carlo Borgomeo, presidente della fondazione per il Sud, e Giuseppe Guzzetti, presidente della fondazione Cariplo, hanno giudicato molto positivamente la legge, sottolineandone il significato simbolico e rimarcando l’impegno sistematico che ha consentito di convogliare intorno al testo il consenso trasversale di PD e PDL.

Oggi i giornali ci riportano un po’ a scuola: Il Messaggero fa l’appello e con Il Sole 24 ore si ripassa un po’ di matematica. Argomento? I laureati.
In particolare Pietro Reichlin mostra come il nostro Paese possa essere considerato grande e piccolo nello stesso momento: piccolo perché non ha quella risorsa tecnologica o forza lavoro istruita tale da garantire la crescita, grande perché non può giovarsi del boom iniziale che deriva dall’aumento del capitale e della forza lavoro impiegate nell’industria. Quindi un Paese che non riesce ad avvantaggiarsi della sua arretratezza né della sua relativa modernità. Allora l’autore, rispolverando appunto un po’ di matematica, ci spiega quelli che sono i limiti del nostro Paese. Innanzitutto la forza lavoro poco istruita: solo il 52% della popolazione compresa tra i 25 e i 64 anni ha un diploma di scuola superiore, contro l’84% della Germania e il 69% della Francia. Poi un altissimo livello di inattività, soprattutto tra le donne e i giovani, e la maggior parte delle imprese che propongono solo prodotti a basso contenuto tecnologico.
Ma, contrariamente a quanto accade negli altri Paesi OCSE, in Italia il livello di istruzione non contribuisce ad incrementare il reddito individuale, che continua a dipendere per lo più dall’anzianità maturata.

Riccardo Lattanzi, oggi su La stampa, scrive di rientro dei talenti. Ma non è l’abituale dichiarazione stereotipata, il solito articolo per riempire la pagina con i cliché di sempre. Sarà perché lui, assistant professor alla New York University, la condizione, le speranze, i sogni dei ragazzi che lasciano il nostro Paese li conosce in prima persona.

Non solo letterati, ma anche scienziati, ingegneri, economisti. Tutti a spasso, senza occupazione. Lo rileva una ricerca condotta dal Consorzio Almalaurea, i cui dati sono stati pubblicati dalla stampa di oggi.
La disoccupazione è aumentata vertiginosamente: «un crollo che varia dal 7 al 10 per cento rispetto al 2008», scrive Mario Reggio su La Repubblica. Rispetto alle precedenti rilevazioni, con le quali si denotava un calo occupazionale soprattutto nei settori umanistici, questa volta anche lauree appartenenti al gruppo economico-statistico, solitamente al vertice dell’occupazione, mostrano un calo del 37 per cento, quelle in ingegneria, invece, del 9 per cento.

L’Italia «esportatrice di cervelli». È stato questo l’oggetto di discussione del secondo incontro del Forum «Economia e società aperta», organizzato dall’università Bocconi e dal Corriere della Sera.
In particolare l’incontro moderato da Aldo Cazzulo «Gli espatriati: a quale condizione tornare? E poi, è così necessario farli tornare?», ha visto Andrea Sironi, docente della Bocconi, Michela Marzano, ricercatrice e docente di filosofia all’università Paris Descartes e Alberto Sangiovanni Vincentelli, professore a Berkeley e amico di Controesodo, affrontare il problema del brain drain.

Il presidente della Repubblica, esponenti autorevoli del mondo economico, esperti e accademici negli ultimi mesi hanno lanciato, spesso inascoltati, allarmi sullo stato di salute del Mezzogiorno.
Ultima in ordine di tempo, ancora una volta, la SVIMEZ che ha riportato recentemente il tema sulle prime pagine dei giornali, rendendo noti i risultati dell’analisi sulla situazione lavorativa dei giovani del Sud. Le conclusioni tratte da Luca Bianchi, vice direttore della Svimez, e Giuseppe Provenzano, ricercatore al «Sant’Anna» di Pisa nel loro libro appena uscito dal titolo «Ma il cielo è sempre più su?», mostrano come il Mezzogiorno non riesca a recuperare il divario che lo separa dal centro-Nord, che già a sua volta fatica a reggere il passo degli altri Paesi europei. Si affermano ancora di più, così, due Italie. I numeri parlano chiaro.

Il problema della «fuga dei cervelli», come purtroppo sappiamo, interessa tutta la penisola. Eppure i dati dimostrano come sia il Sud a soffrire della maggiore perdita di capitale umano.
I giovani meridionali, infatti, rappresentano la maggioranza tra quelli che fuggono all’estero, alla ricerca di migliori possibilità lavorative e condizioni economiche più vantaggiose, ma spesso sono protagonisti anche della storica migrazioni Sud-Nord, nella speranza di migliori, o anche solo maggiori, opportunità. Causa di ciò, come universalmente e storicamente noto, l’ampissima forbice tra la situazione socio-economica delle regioni del Nord e quelle del Sud, differenza sentita maggiormente dai giovani che ora, in un periodo di crisi, sono i primi, in tutta Italia, a faticare a inserirsi nel mondo del lavoro.

Suscita interesse e curiosità il fatto che, per il suo centenario, Confindustria istituisca un premio per l'eccellenza. Interesse soprattutto se si tiene conto che l’Italia è l’unico Paese in cui l’investimento dei privati nella ricerca è più basso di quello pubblico.
Questo premio, intitolato ad Andrea Pininfarina, è destinato a quelle imprese che innovano, fanno crescere il territorio, che conquistano nuovi mercati. Tra le 9 aziende selezionate, su 165 che hanno partecipato, alcune vantano una lunga storia, altre sono emergenti, a voler confermare la volontà di valorizzare sia tradizione che innovazione.

Carissimi,
ci fa piacere comunicarvi che finalmente due proposte di legge dei nostri progetti Controesodo e Donne al Volante sono giunte all'esame del Parlamento. Per il progetto Donne al Volante sarà discussa la proposta relativa all’obbligo di presenza del trenta per cento di donne nei consigli di amministrazione delle società quotate e partecipate; per il progetto Controesodo sarà in discussione la proposta relativa agli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia. La discussione è prevista martedì prossimo, 2 febbraio, nel corso della sessione pomeridiana della Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Nel nostro Paese si incrociano, si sovrappongono, si confondono i movimenti, le direzioni, le storie di quanti sono alla ricerca di situazioni, lavorative ma non solo, più favorevoli e soddisfacenti. Gente che viene, gente che va.
In particolare, è il Nord a fare notizia, attirando sempre più stranieri che decidono di fare impresa in Italia. Si trovano sempre più spesso ristoranti egiziani, negozi di abbigliamento cinesi, non scordando poi le imprese edilizie rumene.
Una possibilità in più per favorire l’integrazione ma anche un importante sostegno al nostro microtessuto produttivo. Non solo sono positive per la nostra economia, ma queste imprese molto spesso permettono agli stessi italiani di trovare un’occupazione, creando dei veri e propri microcosmi multiculturali, facilitando anche il superamento di pregiudizi e paure e favorendo la crescita reciproca.

Al via il programma "Giovani Talenti", il programma radiofonico di Sergio Nava in onda tutti i sabati alle 15.00 a radio 24, che racconta le storie di nostri connazionali che, lasciando il Paese, hanno trovato fortuna e successo. Nella prima puntata è interventuto anche l'On. Vaccaro per descrivere il progetto Controesodo..
Prima puntata - Il pianista sulla Senna Ascolta la prima puntata di "Giovani Talenti"

Roma, 14 GEN (Velino) - "Ogni iniziativa messa in campo dal governo per rilanciare il Sud merita attenzione". Lo dichiara Guglielmo Vaccaro, deputato Pd e tra i fondatori di TrecentoSessanta, l'associazione che fa riferimento a Enrico Letta. "Il Piano per il Mezzogiorno annunciato ieri dal ministro Scajola dovrebbe - secondo quanto riferito dalla stampa - razionalizzare gli interventi per le regioni meridionali e legarli a risultati mirati. Bene l'accento sull'efficienza e la valutazione - continua Vaccaro -. Bene, soprattutto, l'obiettivo di favorire il rientro dei talenti emigrati. A un governo che, in questi primi due anni di legislatura, ha sacrificato sistematicamente il Sud sull'altare dell'alleanza con la Lega, ora chiediamo chiarezza: agli annunci devono seguire i fatti. In particolare, per cio' che attiene al rientro dei talenti dall'estero in Italia e' gia' depositata in Parlamento una proposta di legge bipartisan - elaborata nell'ambito del progetto controesodo e firmata tra gli altri anche da Enrico Letta e Maurizio Lupi - che si propone di favorire il ritorno dei giovani emigrati all'estero proprio attraverso un credito d'imposta. Ci aspettiamo che la maggioranza, dopo questo atto di programmazione, favorisca anche l'approvazione di una legge organica sul tema".

Guglielmo Vaccaro (Pd) illustra la sua proposta di legge bipartisan in un'intervista a "Il Denaro"

«Se ne parla ogni giorno, ormai. E qualcosa si muove». È quanto afferma Alessia Mosca, deputato del PD e segretario della Commissione Lavoro, a proposito della fuga dei nostri talenti all’estero.
«Oggi, su “la Repubblica”, un altro appello di giovani professionisti che tornerebbero nel nostro Paese, ma a determinate condizioni. Sedici talenti che, dal blog di Sergio Nava, chiedono al presidente Napolitano concretezza – continua Alessia Mosca – come la compensazione tra tasse alte e retribuzione bassa, ma anche serietà, e rispetto di valori come l’onestà, la meritocrazia. Richieste più che lecite, da non poter assolutamente ignorare».

«Sono molto contento dell’attenzione che si sta riservando in questi giorni alla questione del talento, del merito e delle opportunità per i giovani nel nostro Paese, seguita all’accorato appello di Pierluigi Celli. Spero, però, che non se ne faccia solo un caso giornalistico, ma che i riflettori servano ad approfondire quella che è una ferita aperta del nostro sistema. Celli, Tobagi, il Presidente Napolitano, e da ultimo l’appello di sedici giovani professionisti fuggiti all’estero, veicolato attraverso il blog di Sergio Nava e di cui si parla oggi su La Repubblica, esprimono riflessioni profonde e appassionate che, nella loro diversità, meritano il massimo rispetto. Non facciamole cadere nel vuoto. Il progetto «Controesodo», nato grazie all’iniziativa dell’Associazione Trecentosessanta e che insieme ad altri parlamentari dell’Intergruppo per la Sussidiarietà stiamo portando avanti da ormai un anno, consiste in cinque proposte di legge proprio su questi temi. Spero che tutte le posizioni espresse in questi giorni ravvivino il confronto e portino idee nuove e proposte concrete che ci aiutino nel percorso che stiamo portando avanti». Così Guglielmo Vaccaro, deputato PD.
Roma, 4 dicembre 2009

Il tema della mobilità, la «fuga dei talenti», la qualità e le opportunità offerte dal mondo del lavoro in Italia. Tutto ciò oggi è tornato sulle prime pagine dei giornali e l’immagine che emerge dell’Italia è drammatica.
Nel nostro Paese, 74 giovani su 100 sono i primi della loro famiglia a raggiungere l’importante traguardo della laurea, eppure tutti gli sforzi, sia quelli dei genitori che quelli dei figli, potrebbero non dare i risultati sperati.

Il posto di lavoro si eredita. Quello che era prassi, in Italia, diventa un accordo firmato tra la Banca di Roma, Federlus e le sigle sindacali del credito Fabi, Fisac-Cgil, Uilca, Sincra-Ugl.
Ora il nostro papà, un fratello, uno zio o un nonno che lavora in banca potrà lasciarci il suo posto. L’intesa entrerà in vigore a gennaio del 2010 e sarà valida fino al 31 dicembre 2012. Interesserà circa 76 lavoratori dell’azienda. Sono previsti incentivi per i dipendenti che sceglieranno di andare in prepensionamento, oppure si potrà cedere il posto in banca a un figlio, un parente fino al terzo grado.

Quest’oggi Roberto Mania e Alessandra Carini per «La Repubblica» hanno portato alla nostra attenzione dati sull’occupazione giovanile e sulla situazione di quanti si affacciano ora al mondo del lavoro, molto preoccupanti. In particolare si sottolinea come la crisi abbia causato l’espulsione dei giovani dal mercato del lavoro, rappresentanti il 75% dei contratti a tempo determinato, la tipologia che più di tutte ha subito un forte contraccolpo in seguito alla crisi. Viene inoltre spiegato come spesso questi dati risultino inquinati da un altro importante fenomeno: l’inattività. C’è una parte della popolazione che di fronte la situazione difficile che vive il mercato del lavoro perde le speranze e smette di cercare.

La fuga dei cervelli all’estero è uno dei problemi che ci sta più a cuore. Eppure, la Regione Lombardia sembra aver risolto il dilemma. O meglio, sembrano averlo fatto le 13 università presenti nel suo territorio. Il segreto risiederebbe in un ufficio, presente in ogni ateneo, sulla cui porta si può leggere «Placement» che, pure presenti in molte altre università del Paese, qui sembrano almeno funzionare. Si curano dunque i rapporti con le imprese, in modo da garantire una vetrina importante per i propri laureati, si organizzano incontri, coaching di preparazione ai colloqui e per la costruzione del curriculum.

Ieri «Il sole 24 ore», in un articolo di Simone Filiberti e Jacopo Giliberti dal titolo «Crediti d'imposta per ripartire», rivela un dato allarmante: anche se alla Bocconi il 60% dei laureati ha già un lavoro al momento della laurea, per uno su cinque si tratta di un impiego all’estero. Il problema è drammatico e bisogna predisporre strumenti legislativi adeguati per far fronte al fenomeno.

Segnaliamo l'ultimo articolo tratto dal blog "La fuga dei talenti" di Sergio Nava

Sono passati venti anni dalla caduta del muro. Venti anni in cui molto è cambiato nel mondo, ma è cambiata soprattutto la Germania. Passeggiando per le strade di quella che fu la DDR non si vedono più i segni della decadenza e della povertà che vi regnava all'indomani di quel 9 novembre 1989. Oltre l'euforia di quei giorni, dopo tanti sforzi, tanti sacrifici, dopo anni e anni di politiche di sviluppo messe in campo con dedizione e con uno straordinario spirito di unità nazionale, adesso la Germania può davvero dirsi un paese unito.

Sfogliando al mattino le pagine dei giornali, soprattutto negli ultimi tempi, dobbiamo ammettere che può nascere un po’ di sconforto. Crisi, pandemie, gossip, polemiche continue…
Eppure per chi sa guardare, o meglio, per chi riesce ad arrivare oltre le prime dieci pagine, si può trovare quella notizia, spesso in un angolo, che ti fa tornare il buonumore. Proprio per questo decidiamo di fare da cassa di risonanza per quelle piccole news, che altrimenti magari passerebbero inosservate, anche nella speranza che anche ad altri faccia lo stesso nostro effetto.

Era pronto. Sulla scrivania in attesa di essere pubblicato sul nostro sito. Le ultime modifiche ma entro pranzo sarebbe stato sotto gli occhi di tutti. Questa la situazione dell’ultimo post di Controesodo. Un post che avrebbe commentato il disegno di legge per la riforma dell’università presentato venerdì 23 ottobre dal ministro Gelmini. Un post dal titolo «Eppur si muove!».
Quello che tenevamo a sottolineare era come, se anche gli elementi contenuti non fossero rivoluzionari, la proposta rappresentava comunque un ottimo punto di partenza, organico e pur sempre innovativo. Nonostante ciò, oggi ci troviamo a scriverne un altro, che non rappresenta una rettifica al precedente solo per il fatto che non abbiamo avuto neanche il tempo di pubblicarlo, altrimenti sarebbe stata doverosa. Ciò succede perché, come possiamo leggere su tutti i giornali di oggi, la proposta è stata modificata e, per di più, nella parte che aveva destato maggiori attenzioni e speranze.

Articolo tratto da La Repubblica di Venerdì 23 Ottobre 2009
ROMA - Professionisti in fuga. Dal Sud. Come Vincenzo, barese trentenne «stanco di lavorare praticamente gratis» ha tappezzato le bacheche degli ordini degli avvocati di mezza Italia col suo curriculum per trovare un posto «da Roma in su, Belluno compresa». Luca con una laurea in economia ha chiesto asilo ad amici a Milano disposto a guadagnare mille euro al mese. Francesco invece non è più tornato a casa dopo la tesi in trasferta toscana, lì è riuscito a mettere su un' impresa tutta sua mentre molti ancora fanno i pendolari per anni col «ricco nord est» in attesa di un contratto definitivo. E chi è partito spera in un nuovo viaggio.

Un discorso sulla mobilità sociale ha aperto la presentazione dell’Associazione «Italia Futura», mercoledì 7 ottobre scorso.

Il 30,2% dei laureati dice che andrà via dall’Italia, il 33% ci sta pensando, il 36,8% vuole restare nel bel paese.
Sono dati emersi da una ricerca condotta da IPSOS e da CNEL, pubblicati oggi sul Corriere della Sera, in un articolo di Lorenzo Salvia che tocca molti dei temi sui quali ci stiamo confrontando insieme per Controesodo - talenti in movimento.

Si è svolto sabato 19 Settembre 2009 alle ore 18.00 presso l’Associazione TrecentoSessanta Salerno, l'incontro con Sergio Nava e Guglielmo Vaccaro dove si è discusso dei vari aspetti, vincoli, e opportunità legate ai TALENTI.

Talenti, qualcosa si muove per voi. Pochi giorni fa il ministro Gelmini ha annunciato lo stanziamento di 6 milioni di euro per l’assegnazione di 30 borse di studio a scienziati e ricercatori stranieri, o italiani all’estero, impegnati in progetti di ricerca da almeno tre anni.

"Porte aperte ai giovani talenti che studiano all'estero, visti d'ingresso più facili, borse di studio e benefici fiscali sono le agevolazioni di una proposta di legge bipartisan per far crescere il numero di studenti italiani residenti all'estero e stranieri che vengono il Italia per studiare e cominciare un'attività lavorativa."

«Fare delle nostre università dei luoghi in cui si incontra il mondo, così come oggi avviene a Londra, negli Usa, a Parigi, in Cina. L'Italia rischia di restare emarginata dalla globalizzazione. Anche per questo è necessario sprovincializzare gli atenei italiani. Il fatto poi che la pdl sia bipartisan rende più forte il messaggio e la determinazione». Lo ha detto mercoledì 29 luglio a Roma Enrico Letta in occasione della presentazione al pubblico e alla stampa della seconda proposta di legge di Controesodo dal titolo «Talenti, welcome!». L’incontro, moderato da Piero Di Pasquale, è stato al centro di uno speciale focus di Rai International che potete vedere a questo link.

Come convincere gli studenti stranieri più promettenti a venire in Italia? In che modo le nostre università possono aprirsi al mondo e diventare più competitive? Se ne discuterà a Roma mercoledì 29 luglio – alle ore 18:00 presso l’Associazione Stampa Estera di via dell’Umiltà 83/c – in occasione dell’incontro Talenti, welcome!, organizzato per presentare la proposta di legge per l’attrazione dei giovani studenti stranieri, promossa nell’ambito del progetto «Controesodo – Talenti in movimento».

da il Corriere della Sera, 17 luglio 2009.
Crescono gli emigranti, 700 mila dal Sud al Nord. Napolitano: «Lo squilibrio deve essere corretto».
Le valigie di cartone non ci sono più ma i numeri sono sempre quelli. Solo nel 2008 sono stati 122 mila gli italiani che si sono trasferiti dal Sud al Nord del Paese in cerca di lavoro. Un numero in leggera crescita rispetto all' anno precedente, quando erano stati 116 mila, ma sostanzialmente stabile rispetto al passato. Certo, c' è anche chi torna indietro: sempre nel 2008 altre 56 mila persone hanno fatto il percorso inverso rientrando nel Mezzogiorno magari per godersi la pensione. Ma non compensano nemmeno la metà di quel flusso inarrestabile che da anni svuota i paesini di Campania e Sicilia per affollare le città di Lombardia e Veneto. Un flusso inarrestabile Negli ultimi 11 anni, considerando partenze e rientri, il Sud ha perso a favore del Nord 700 mila persone.

È fuga di cervelli da Sud a Nord
Repubblica — 17 luglio 2009 pagina 9
ROMA - Alla fine di fronte alla domanda del medico in un ospedale fiorentino «Lei è napoletano? Emigrante?», il meridionale Gaetano, che pure aveva sempre difeso la scelta semplicemente di viaggiare e fare nuove esperienze, cedeva: «Sì». Era un film («Ricomincio da tre» di Massimo Troisi). Era l' inizio degli anni Ottanta. Sono passati circa tre decenni. Eppure c' è un' Italia che, invece di andare, continua a partire. Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila residenti hanno lasciato il Sud.

In quest'articolo, tratto dalla rivista brasiliana "Comunità Italiana", Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro spiegano l'articolazione del progetto e le sue finalità, mettendo l'accento sui benefici possibili: dall'innalzamento della qualità delle attività al sostegno alla meritocrazia, ma anche ai vantaggi economici per lo Stato stesso. Le opinioni di politici ed esperti riportate successivamente espongono, invece, alcuni possibili svantaggi della proposta, permettendone così un'analisi critica e completa.
De volta pra casa - Tornando a casa Disegno di legge firmato da vari parlamentari cerca di riportare “talenti” in Italia in cerca di una nuova rinascita economica e culturale. Janaína Cesar - Correspondente • Treviso

Intervista di Alessandra Calise a Paolo Marenco, promotore del Silicon Valley Study Tour.
Paolo Marenco, classe 1952. Ingegnere, promotore del Silicon Valley Study Tour, un viaggio organizzato dal 2005 durante l’estate nelle aziende dell’Information Technology Usa che progettano computer, web e telefonia, supportato dal 2007 da un Social Network con oltre 500 membri (www.siliconvalleystudytour.com).
Un tour culturale «per avvicinare i nostri studenti alle imprese più innovative del mondo» e far conoscere una mentalità del tutto diversa, in base alla quale l’amministratore delegato in jeans e maglietta ti dice «dammi del tu».
Ieri Controesodo ha fatto tappa a Trieste. Città che costituisce il terzo polo di attrazione nazionale per i ricercatori stranieri.Nel capoluogo giuliano l’8,3% degli iscritti in università non è italiano, contro una media nazionale fema al 2%. Davanti ci sono solo il Politecnico di Torino e l’Università Bocconi di Milano. Alla luce dei dati da poco pubblicati dalla Fondazione Debenedetti (con l’Italia che fa peggio persino della Turchia nella capacità di attrazione di “cervelli”) quella triestina è una realtà da tenere in assoluta considerazione.

Ricercatori, professionisti, intellettuali, artigiani, operatori dei servizi. A Parigi, città cosmopolita e meta mondiale del turismo, di italiani residenti ce ne sono a migliaia.

L’università di Trieste è la terza in Italia per capacità di attrazione degli studenti stranieri. A fronte di una media nazionale che non supera il 2%, nel capoluogo giuliano l’8,3% degli iscritti non è di nazionalità italiana. Prima di Trieste, nella lista, ci sono solo il Politecnico di Torino e la Bocconi di Milano.

6 mesi. È il periodo di tempo trascorso dalla prima formulazione del progetto «Controesodo – Talenti in movimento».

Dal Forum Italians, di Beppe Severgnini
Caro Beppe,
ti aggiorno su come stanno procedendo i nostri lavori nell'ambito del progetto «Controesodo» . Intanto, dopo la presentazione della proposta di legge «Scudo fiscale per il rientro dei talenti» in sala Buzzati Corriere di Milano (23 marzo), abbiamo provveduto a leggere e a rispondere a tutte le email che ci sono arrivate. E' stato un utile esercizio per chiarire aspetti della nostra proposta che possono legittimamente creare confusione o interpretazioni errate.

È possibile declinare con una legge regionale siciliana le proposte di legge elaborate, a livello nazionale, da Controesodo? Quali sono gli spazi di iniziativa legislativa regionale nell’ambito della valorizzazione degli Italians, nella promozione dei rientro dei talenti nel nostro Paese, nell’attrazione dei giovani, italiani e non, dall’estero?

«Sono persone, talenti, in giro per il mondo». Sono i giovani che vanno via. Sanno tante cose, vedono le realtà più diverse, interessanti, stimolanti, eppure «non sono per niente presuntuosi». Sergio Nava conosce bene gli Italians. Nel suo libro Fuga dei Talenti ne ha parlato approfonditamente, attraverso il racconto di storie intime, personali.

Attrarre i migliori studenti stranieri in Italia: è questa una delle sfide che deve affrontare il nostro paese, per aumentare la competitività del sistema universitario e favorire il confronto tra gli studenti.

Intervista di Alessandra Calise a Sergio Nava, autore del libro «La fuga dei talenti».
«Se ne vada dall’Italia, lasci l’Italia finché è in tempo. Cosa vuole fare: il chirurgo? […] Qualsiasi cosa decida, vada a studiare a Londra, a Parigi. Vada in America, se ha le possibilità. Ma lasci questo Paese. L’Italia è un Paese da distruggere: un posto bello e inutile, destinato a morire». È il consiglio che il professore dà a Nicola nell’assegnargli un bel trenta e lode. Nicola è uno studente di medicina nel film «La meglio gioventù» di Marco Tullio Giordana.
Sergio Nava ha 33 anni ed è giornalista. Lavora in Italia ma ha accumulato negli anni diverse esperienze all’estero (in Francia, Gran Bretagna, Germania e Irlanda). Segue da vicino l’evolversi dell’Unione Europea, che considera «pur nei suoi attuali limiti l’unico approdo sicuro per curare l’Italia dei suoi mali endemici».

Controesodo in diretta streaming su www.corriere.it: Prosegue sul web il tour del progetto promosso dall’Associazione TrecentoSessanta, che lunedì 23 marzo approderà a Milano con l’incontro Controesodo, un’idea bipartisan per gli Italians, animato ancora una volta da Beppe Severgnini.

Parte dall’analisi di alcuni dati relativi all’emigrazione italiana la puntata di Omnibus Life , programma di approfondimento di La7 condotto da Tiziana Panella e dedicato oggi a Controesodo.Ospiti in studio Guglielmo Vaccaro, ideatore del progetto, e Stefano Saglia, presidente della Commissione Lavoro della Camera e primo firmatario, insieme ad Enrico Letta, del progetto di legge «Scudo fiscale per il ritorno dei talenti» presentata alla Camera con sostegno bipartisan.

Di emigrati di successo, partiti in cerca di fortuna in Italia e nel mondo, Genova ne ha sfornati davvero molti.
Esiste una lost generation genovese?
Quali iniziative normative, anche a livello regionale, possono essere messe in campo per favorire il ritorno dei tanti liguri emigrati all'estero?

Lunedì 16 febbraio Enrico e il giornalista Beppe Severgnini saranno a Milano, ospiti di «Mi merito un drink?», il ciclo di aperitivi promosso da TrecentoSessanta. Saranno presenti anche Alessia Mosca, ideatrice del progetto, Guglielmo Vaccaro, entrambi deputati del Partito Democratico e Carmine Pacente.

Vado, cresco e torno. Sono ormai tanti i giovani laureati sardi che con il programma Master and Back – ideato e finanziato dalla Regione Sardegna – hanno avuto l’occasione in questi anni di crescere all’estero. Vale a dire, di andare a completare gli studi fuori dall’Italia, in istituti di alta e certificata formazione, per poi beneficiare di percorsi di rientro nelle imprese, nelle università o nelle istituzioni del proprio territorio.

Inseriamo qui una riflessione molto interessante pervenutaci da Federico Oggian, italiano che vive a Praga, membro della UIM, Unione Italiani nel Mondo.

La prima: su youtube l'intervento di Beppe Severgnini alla presentazione di Controesodo.

Da una conversazione notturna con Anna Pireddu di insardegna.eu a proposito dei tanti di noi che hanno vissuto l'esodo e il controesodo...

Forum Controesodo.
Un’idea bipartisan per gli Italians, Milano, 23 marzo 2009. diretta streaming www.corriere.it
In primo luogo grazie a tutti per aver partecipato al Forum di Corriere.it! Sono pervenute decine di e-mail con commenti diversi, da Italians sparsi in giro per il mondo. Commenti spesso negativi che però denotano – tutti – una forte attenzione ai temi dei talenti in movimento, che cerchiamo, anche noi, di portare nel dibattito pubblico italiano. Vogliamo rispondere a tutti; non è possibile farlo con singole e-mail, per motivi tecnici e di privacy. Lo facciamo comunque: così, con questa lettera aperta, sul nostro sito. Abbiamo letto attentamente tutte le e-mail, le abbiamo suddivise in maniera omogenea, con riferimento a ciò che veniva chiesto o affermato. Ognuno, quindi, potrà “trovare” la propria risposta, identificandosi in uno dei paragrafi riportati. Saremmo davvero lieti se poteste continuare a seguirci su questo sito, a scriverci, a proporci critiche, idee, spunti.
“Anche i nomadi hanno patria”, dice Beppe Severgnini. Noi vorremmo avvicinare – quanto più è possibile – i nomadi alla propria patria, nella convinzione che questo Paese ha davvero bisogno di loro. Ora, più che mai!

Dopo il prologo di «Sud Camp» a Napoli il 21 e 22 novembre e la presentazione ufficiale del progetto di legge «Scudo fiscale per il rientro dei talenti» a Roma il 16 dicembre, Controesodo continua il suo tour lungo la penisola, prima di proseguire per l’Europa.
La terza tappa è stata al Forum «Economia della Felicità», una due giorni promossa dall’Associazione TrecentoSessanta Toscana che si è tenuta a Pontedera (PI) il 30 e 31 gennaio.
E' on line il sito web di Controesodo. Con questo Strumento intendiamo formare una comunità per la costruzione della proposta di Legge: .Controesodo

Sono lieto di presentarvi “Controesodo”, un progetto che ho ideato a partire dalla consapevolezza che chi lascia la propria terra coltivi, da sempre e per sempre, l’idea di poter ritornare nei luoghi di origine e riportare il proprio contributo.

Controesodo, un'idea bipartisan per gli Italians: a Roma, con Beppe Severgnini, la presentazione della nostra proposta di legge

È una prova di democrazia, è la proposta di soluzione a un problema, è una bozza di legge, elaborata da un giovane deputato campano, Guglielmo Vaccaro, che tutti possiamo aiutare a scrivere.
Una proposta di legge aperta per favorire il ritorno nel nostro Paese dei talenti italiani all’estero e un tour in giro per il mondo per incontrare gli immigrati e ascoltare le loro storie, i motivi per cui hanno abbandonato l’Italia e le ragioni che li indurrebbero a ritornare. Questi i tratti salienti di “Controesodo”, il progetto voluto da Guglielmo Vaccaro e promosso dall’Associazione TrecentoSessanta. “Controesodo” sarà presentato ufficialmente a Napoli, il 21 e 22 novembre, in occasione della prima edizione di “Sud Camp”, la manifestazione nazionale organizzata da TrecentoSessanta per riflettere di risorse, potenzialità e ritardi dei territori del nostro Mezzogiorno.