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da L'unità del 28.05.2010
Il sì bipartisan della Camera alla proposta di legge per il rientro dei cervelli segna una svolta strategica. Tra le misure incentivi fiscali e procedure snelle
In un mondo senza più frontiere, la patria – come dice Emmanuel Robles – è «laddove vuoi vivere senza subire né infliggere umiliazioni».
Oggi più che mai ti senti davvero a casa dove puoi esprimere al meglio te stesso, le tue aspirazioni, le tue qualità. Dove senti che hai la possibilità di mettere a frutto i tuoi talenti e farli circolare.
È a partire da questa suggestione che, con gli amici dell’«Associazione TrecentoSessanta» e l’«Intergruppo parlamentare della Sussidiarietà», abbiamo pensato, ormai circa due anni fa, al progetto «Controesodo - Talenti in movimento». Si discuteva, allora, della fuga dei cervelli, dell'emorragia delle nostre migliori intelligenze, dell'incapacità del sistema italiano di valorizzare il merito e garantire adeguate opportunità di realizzazione ai tanti giovani di valore costretti ad andarsene. In questi mesi, se è possibile, il tema è ancor più centrale nel dibattito pubblico. Numeri e statistiche fotografano un esodo con pochi corrispettivi nella nostra storia recente. Migliaia di teste brillanti in fuga, senza più quelle valigie di cartone entrate nel nostro immaginario in bianco e nero, ma con un bagaglio di competenze, abilità, fantasia che il Paese rischia di perdere definitivamente. Lo chiamano brain waste. È lo sperpero più pericoloso per il futuro delle prossime generazioni. Quello dagli effetti più tossici, perché sottrae ossigeno e vitalità a una società già di per sé vecchia e bloccata da mille privilegi e ingessature.

da Il Corriere della Sera del 27.05.2010
Lettera Bipartisan
Winston Churchill diceva che “un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un’ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà”. Pessimisti o ottimisti? La vera sfida della politica, forse, è proprio questa. Soprattutto in un momento in cui i dati economici e gli studi statistici mostrano il persistere della crisi. Si è molto discusso, in questi anni, sulla necessità di non nascondersi la verità, di non coltivare false speranze. Ma essere ottimisti non significa limitarsi a sognare un futuro migliore. Essere ottimisti vuol dire anzitutto avere la ragionevole certezza che, anche nella condizione peggiore, esiste un punto da cui ripartire. Esiste un’opportunità da cogliere.

da Europa del 27.05.2010
Quando io ero giovane, i giovani erano molti e i loro voti appetiti e contesi. Come quelli degli over sessanta di oggi. Sarà per questo che notizie come quelle che ci arrivano dal rapporto annuale Istat che certifica come le persone fra i trenta ed i trentaquattro anni che nel nostro paese abitano in famiglia si sono moltiplicati per tre dal 1983, non per scelta ma per necessità economica, ci scivolano addosso il tempo di una rapida lettura. Su questi giovani la crisi ha pestato di brutto, ed i più sfortunati li ha fatti diventare una nuova categoria statistica, la generazione Neet (not in education, employnment or training): non lavorano, non studiano, non si formano. Aggiungerei: disperano di farsi una famiglia, di avere dei figli.
La proposta Letta-Vaccaro che esce dall’esame della camera con un voto pressoché unanime, si occupa invece di un pezzo della giovane generazione (giovane all’italiana: chi è nato dagli anni settanta in poi) che si è formata in Italia e che lavora all’estero in misura multipla rispetto a quella dei giovani europei che lavorano in Italia.

da Il Sole 24 ore del 26.05.2010
Dal parlamento. Sconti tributari
Si punta sulla leva fiscale per far cambiare idea ai "giovani cervelli in fuga".
La Camera dei deputati ha approvato ieri, con 485 sì e 5 astenuti la proposta di legge bipartisan (tra i primi firmatari Enrico Letta del Pd e Stefano Saglia del Pdl) sugli incentivi fiscali per giovani talenti che scelgono di tornare in Italia a lavorare (si veda il Sole 24 Ore del 20 maggio).
«È significativo e decisamente di buon auspicio – afferma Enrico Letta - che, in una giornata segnata ancora una volta dalla crisi economica e dalla durezza delle sue conseguenze, si sia giunti ad approvare con una larghissima maggioranza un testo legislativo che pensa al futuro dell'Italia, alla sua capacità di guardare lontano e di essere nuovamente attrattiva per quei tanti talenti giovani che oggi sono all'estero e che vorrebbero poter tornare a dare un contributo al proprio Paese».

da Europa del 26.05.2010
La camera ha approvato ieri la proposta di legge bipartisan che introduce incentivi fiscali ieri il rientro in Italia dei cosiddetti "cervelli in fuga". Elaborata dall'associazione TrecentoSessanta, presieduta da Enrico Letta, si rivolge ai cittadini europei che, dopo aver maturato esperienze all'estero, rientrano a lavorare in Italia. «Negli ultimi dieci anni – spiega Guglielmo Vaccaro, ideatore della proposta – abbiamo visto partire 50mila giovani laureati che potrebbero considerare la possibilità di tornare anche grazie a questi incentivi».

da L'Unità del 26.05.2010
Si è conclusa a Montecitorio la discussione generale sulla proposta di legge "Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia", nota anche come Progetto Controesodo, che ha tra i propri firmatari Enrico Letta, Maurizio Lupi, Stefano Saglia, Alessia Mosca. La proposta bipartisan, è promossa da TrecentoSessanta.

da Il Mattino del 25.05.2010
Si è conclusa ieri nell'Aula di Montecitorio la discussione generale sulla proposta di legge bipartisan relativa agli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia nota anche come «Progetto Controesodo».
L'iniziativa ha tra i propri firmatari Enrico Letta, Maurizio Lupi, Stefano Saglia, Guglielmo Vaccaro, Alessia Mosca e numerosi altri parlamentari di maggioranza e opposizioni. Il testo, promosso dall'Associazione Trecentosessanta con il contributo dell'intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà, è stato sostenuto dai gruppi parlamentari di Mpa, Udc, Pdl e Pd.

da Leggo del 20.05.2010
ROMA - Dieci anni di finanziarie presentano il conto. Ed è un salasso per le tasche degli italiani. Per correggere i conti pubblici, ogni cittadino - bimbi inclusi - si è fatto carico di un importo pari a 2.477 euro. E ammonta complessivamente a 238,6 miliardi di euro il peso economico sostenuto dagli italiani negli ultimi dieci anni per effetto delle manovre finanziarie realizzate dai vari governi che si sono succeduti. I dati, elaborati dalla Cgia di Mestre, hanno tenuto conto delle varie misure che hanno pesato sui cittadini dall’aumento delle tasse e dei contributi alle riduzioni della spesa pubblica.
Intanto il governo è al lavoro sulla manovra 2011. E già emergono le prime misure di contenimento della spesa pubblica, che stavolta, probabilmente, non risparmieranno la politica. Il Tesoro sta valutando un taglio degli stipendi dei ministri tra il 10 e il 15 per cento. Un intervento che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, aveva già definito «un aperitivo». Si va poi verso un «contributo» del 10 per cento per tutti gli stipendi dei dirigenti pubblici superiori ai 100mila euro annui, da introdurre per un periodo temporaneo di due o tre anni.
Il premier Berlusconi si dice «ottimista» sul futuro, anche se annuncia che ora «non è possibile un taglio delle tasse». In arrivo invece incentivi fiscali per i “cervelli” in fuga che decidono di fare rientro in Italia e che hanno meno di 40 anni. La misura è contenuta in una proposta di legge bipartisan che punta ad aiutare i lavoratori laureati che sono andati all’estero alla ricerca di un impiego.
Claudio Fabretti

da Il sole 24 ore del 20.05.2010
Proposta bipartisan. Gli incentivi per i giovani laureati che lavorano all'estero
Un invito "fiscale" a rientrare in Italia rivolto ai giovani laureati che lavorano all'estero, con benefici particolari per le donne.
È quello approvato ieri in commissione finanze alla camera, e destinato a essere discusso in aula già da lunedì prossimo. La proposta bipartisan (primi firmatari sono Enrico Letta, del Pd, e Stefano Saglia, del Pdl) prevede un maxi-abbattimento dell'imponibile per I'imposta sul reddito, che sarà alleggerito dell'80% per le donne e gli uomini dipendenti nel Mezzogiorno, e del 70% per gli uomini che scelgono per ritornare altre aree del paese.
Il beneficio è riservato agli under-4o (la data di nascita limite è ih'gennaio 1969), e sarà valido fino al 2013. L'opportunità non è limitata ai cittadini italiani, ma potrà essere sfruttata anche dai cittadini comunitari che prima di cambiare paese di residenza siano stati residenti in Italia per almeno 24 mesi.

da Il Mattino del 20.05.2010
Sì bipartisan al ddl in commissione riservato agli scienziati under 40
Segni particolari: avere meno di 40 anni. Una laurea. E un talento. Oltre ad aver vissuto all'estero per almeno due anni per motivi di lavoro. O anche per conseguire un titolo di studio.
È l'identikit del «cervello in fuga» ammalato di nostalgia per I'Italia. Sì perché tornare a casa, è il sogno di tanti espatriati eccellenti costretti magari a trasformare un periodo di formazione oltre confine in un trasloco forzato. Per loro è in dirittura d'arrivo alla Camera la proposta di legge per favorirne il rientro.
L'incentivo? La sirena delle tentazioni fiscali. Sì insomma, una serie di facilitazioni in fatto di tasse con le quali si tenta di arginare il massiccio esodo di intelligenze in fuga verso lidi migliori. Con particolare attenzione ai Sud. Chi rientrerà nel Mezzogiorno, infatti, avrà una sorta di sconto maggiore rispetto ai colleghi di altre regioni.

da Il Mattino del 20.05.2010
Una legge bipartisan. Un segnale positivo e concreto. Alessia Mosca (Pd), relatore alla proposta di legge che introduce incentivi fiscali per il rientro dei cervelli, commenta così I'ok in commissione Finanze alla Camera degli emendamenti al testo che da lunedì prossimo sarà all'esame dell'Aula.
Quali sono le novità? «Nella prima versione avevamo previsto il credito di imposta, ma per evitare problemi con la compatibilità di bilancio si è pensato di modulare diversamente gli sconti. E così sarà tassata una parte del reddito nella misura del 30% per i lavoratori che rientrano in qualsiasi regione italiana; del 20% per chi ritorna a Sud. Per le donne invece la tassazione sarà del 20% per i ritorni a casa in una regione qualunque e del 10% se invece si sceglie di rientrare nel Mezzogiorno. La proposta mette in campo anche una serie di azioni di sostegno: dalle facilitazioni burocratiche per le pratiche necessarie a perfezionare il rientro ai corsi di lingue per i familiari.»

da Italiaoggi del 20.05.2010
Arrivano incentivi fiscali per i "cervelli in fuga" che decidono di fare rientro in Italia e che hanno meno di 40 anni. La commissione Finanze della Carnera ha approvato una serie di modifiche allo proposta di legge bipartisan Letta-Saglia che concedono la possibilità di sconti «sotto forma di minore imponibilità del reddito, nonché benefici in favore dei datori di lavoro italiani che intendono assumerli.» I lavoratori potranno usufruire degli incentivi se in possesso di una laurea.

da Il Messagero del 20.05.2010
Premi agli under 40. Oggi sì in Commissione, poi lunedì alla Camera
ROMA - In arrivo incentivi fiscali per i cervelli in fuga che decidono di fare rientro in Italia e che hanno meno di 40 anni. La commissione Finanze della Camera con un voto all'unanimità ha approvato un pacchetto di modifiche alla proposta di legge bipartisan che oggi sarà votata in Commissione per approdare lunedì all'esame dell'Aula di Montecitorio che punta a aiutare i lavoratori che sono andati all'estero alla ricerca di un impiego.
Per ottenere il bonus che inizialmente era sotto forma di credito di imposta e che durante I'iter in commissione si è trasformato in sconti alla base imponibile, occorre però essere in possesso di una laurea. «Quello che diamo è un segnale positivo – commenta la relatrice Alessia Mosca (Pd) – anche considerando il clima che stiamo vivendo in questi giorni». Ma il ministro della salute Fazio non è dello stesso parere. «I ritorni forzati non sempre funzionano. Il nostro obiettivo è quello di creare una comunità di ricercatori italiani che lavorano all'estero ma che collaborino con noi, creando un dialogo continuo e vedendo nel tempo di trovare spazi di rientro permanenti. » Il ministro ha aggiunto: «La mobilità, nella ricerca scientifica non è per forza una cosa negativa. Anzi, io stesso ho vissuto 8 anni all'estero e poi sono rientrato. È utile cambiare ambiente».

da La Stampa del 31.03.2010
Ricerca. Poca trasparenza e fondi ridicoli: finora l'università ha scoraggiato il rientro di chi ha studiato all'estero.
Ma il nuovo disegno di legge imbocca la strada giusta: un terzo dei prof non dovrà provenire dallo stesso ateneo
Riccardo Lattanzi
Riusciranno a fare tornare i cervelli? Il decreto ministeriale del 23 settembre ha stabilito i criteri di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario delle università e riserva 2 milioni e mezzo di euro per le «chiamate dirette nei ruoli dei docenti di studiosi ed esperti stranieri italiani impegnati all'estero». Questa, dunque, è la cifra che I'Italia investe per far tornare i cervelli, a fronte di una perdita i capitale umano che ogni anno ammonta, considerando il numero dei laureati che espatriano e quanto è costata la loro formazione, a qualche miliardo di euro.
Questo tipo di chiamate dirette sono state istituite nel 2005 per stabilizzare i ricercatori tornati con il famoso programma per il «rientro dei cervelli», che altrimenti, dopo i 4 anni di contratto previsti dalla legge, sarebbero rimasti in mezzo alla strada. Purtroppo non sono servite, visto che ad oggi solo poche decine sono diventati professori nelle università italiane. Gli altri sono ripartiti. E' evidente allora che l'iniziativa del Miur, seppur lodevole, da sola non basta a fronteggiare il problema del «brain drain», particolarmente grave in Italia, dove il rapporto tra ricercatori in ingresso e in uscita è di 1 a 10.

da La stampa del 15 febbraio 2010
Un piano per favorire il ritorno nel nostro Paese: 75 mila euro per tre anni
Adesso ci riprova - a ranghi serrati di destra e di sinistra - un manipolo di irriducibili: Enrico Letta (Pd) e Stefano Saglia (sottosegretario Pdl), Maurizio Lupi e Silvano Moffa (Pdl), Laura Garavini e Alessandra Siragusa (Pd) e via elencano, sedici in tutto, di entrambi gli schieramenti. L’intento è quello di fare in modo che i cervelli in fuga non fuggano più e quelli che sono fuggiti trovino interessante tornare. Per questo hanno presentato un progetto di legge - che, per la verità, è vecchio di un anno, ma che solo una settimana fa è approdato in commissione Finanze alla Camera - con il titolo di «Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia».

da Il sole 24 ore dell'8 gennaio 2010
Lasciare il proprio posto all’estero, tornare a casa, in Italia, e realizzare qui il progetto di ricerca: tra il 2001 e il 2009 il Miur ha finanziato 594 studiosi (italiani e stranieri) per incentivare il rimpatrio dei cervelli fuggiti all’estro. Il Programma per i giovani ricercatori Rita Levi Montalcini (Dm 230/2009, ex programma per il rientro dei cervelli) offre ai giovani che sono andati in un altro Paese da almeno tre anni, l’opportunità di svolgere attività didattica e di ricerca in Italia con un contratto a tempo determinato. Un modo per premiare chi è andato nei migliori centri internazionali per migliorare la propria formazione ed esperienza, cercando però di non perdere talenti preziosi.

da Italia oggi 03/02/2010
Il disegno di legge al via alla camera
di Giovanni Galli
Crediti d'imposta per far rientrare i lavoratori italiani fuggiti all'estero. È questo il cuore del disegno di legge sugli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia che ha iniziato ieri l'esame in commissione finanze della camera. La normativa prevede, in particolare, due categorie di incentivi fiscali: crediti d'imposta in favore dei cittadini comunitari, nati in uno dei Paesi membri dell'Unione europea, che hanno risieduto in Italia almeno per ventiquattro mesi e che hanno meno di 40 anni di età, con residenza o con lavoro dipendente all'estero da almeno ventiquattro mesi continuativi, che tornano in Italia per essere assunti come dipendenti o per avviare un'attività d'impresa o di lavoro autonomo.

da Il Sole 24 ore del 02.02.2010
Uno "scudo fiscale" per far tornare in Italia i giovani cervelli. Si farà con lo strumento del credito d'imposta, in versione "double face": per i talenti, che decidono di rientrare, l'incentivo sarà di 25mila euro l'anno, per un triennio, mentre per le imprese o i titolari di partita Iva, che li assumono a tempo indeterminato, scatterà un bonus mensile di 500 euro, fruibile, per 3 anni, dalla data di assunzione. Lo prevede la proposta di legge "bipartisan", firmata, tra gli altri, dagli onorevoli Enrico Letta (Pd) e Maurizio Lupi (Pdl), che inizia, oggi, alle ore 14, l'esame in Commissione Finanze della Camera. Chiaro l'obiettivo del provvedimento: frenare quell'emorragia di "colletti bianchi" che dagli anni '90 lacera il tessuto culturale e produttivo del Belpaese. Secondo una recente inchiesta Eurostat sulla forza lavoro nell'Unione europea, sono impiegati all'estero il 2,3% di laureati italiani (prevalentemente del Nord), contro lo 0,6% della Germania, l'1,1% della Francia, lo 0,9% del Regno Unito, lo 0,8% della Spagna. Un gap che non viene colmato dalla presenza di laureati stranieri nel Belpaese, ferma a un modestissimo 0,3 per cento: con una performance complessiva (-2%) da ultimo banco nell'area Euro.

da Il Riformista del 02.02.2010
Torno da una settimana al World Economic Forum di Davos con un misto di motivazioni e amarezza. Perché leggo sui giomali le solite polemiche trite e ritrite. E perché, per seguire questioni tutte autoreferenziali, pochissimi esponenti di governo e delle istituzioni italiane hanno fatto la propria apparizione al Forum. Non che il Forum faccia la differenza, ma è certamente un luogo dove ci sono lo spazio e il tempo per ascoltare e ascoltarsi, cercando soluzioni concrete che vadano oltre l'interesse di parte o dei singoli.
Tutti i partecipanti stranieri mi hanno confermato la sensazione che I 'Italia sia il Paese dove miliardi di persone vorrebbero vivere. Per qualità della vita, gusto per la bellezza e tanti altri fattori di vantaggio competitivo che non riusciamo a valorizzare al meglio. I nostri migliori talenti invece se ne vanno, in fuga verso mete più adatte a premiare il merito. AI contempo, non sappiamo attrarre competenze straniere, soprattutto perché le condizioni di lavoro sono meno allettanti che altrove, la burocrazia è una macchina infernale e vale la logica del nepotismo sopra quella del merito.

Il giornale 01/02/2010
Crediti di imposta e bonus per le assunzioni a tutti i cittadini comunitari under 40. Tra le novità, anche i corsi di lingua
Incentivi fiscali per far rientrare i lavoratori in Italia: è quanto prevede una proposta di legge bipartisan che la prossima settimana per la prima volta è all’ordine del giorno della commissione Finanze della Camera. L’iniziativa è stata formalizzata da più di un anno ma non è mai stata messa in calendario ed è a prima firma Enrico Letta (del Partito democratico) e Stefano Saglia (del Popolo della libertà), oggi Sottosegretario allo Sviluppo economico. Sono 2 milioni gli italiani, sottolineano i deputati, che si sono iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero negli ultimi dieci anni, di cui il 44 per cento proviene dal centro nord. A emigrare sempre di più, osservano, sono le persone con un alto livello di scolarizzazione, che lasciano il Paese a ritmi «allarmanti» da vero e proprio «esodo». Ecco perché «proponiamo - dicono – di offrire loro uno scudo fiscale che renda concreta la scelta di tornare».

Corriere della sera 31/01/2010
Incentivi fiscali per far rientrare lavoratori in Italia: li prevede una proposta di legge bipartisan all'ordine del giorno alla Camera la prossima settimana.
L'iniziativa, pronta da più di un anno, è promossa da Enrico Letta (PD) e Stefano Saglia (Pdl). Sono circa 2 milioni gli italiani all'estero, per lo più hanno un alto livello di scolarizzazione. Negli ultimi anni il fenomeno ha assunto le caratteristiche di un "esodo".

ANSA) - ROMA, 4 DIC - Alessia Mosca, del Pd, commenta la notizia, riportata sulla Repubblica, di sedici professionisti italiani che lavorano all'estero e che hanno scritto al presidente Giorgio Napolitano. 'Sedici talenti', afferma la parlamentare, che chiedono 'concretezza come la compensazione tra tasse alte e retribuzione bassa, ma anche serieta', e rispetto di valori come l'onesta', la meritocrazia. Richieste piu' che lecite, da non poter assolutamente ignorare'.
Alessia Mosca ricorda che con l'associazione TrecentoSessanta e nell'ambito dell'intergruppo Sussidiarieta' e' in atto il progetto 'da Controesodo. Talenti in movimento', che ha portato alla presentazione di cinque proposte di legge, e che 'mira a valorizzare il contributo dei talenti in movimento, favorendone il loro eventuale ritorno e attraendo capitale umano di qualita''. 'Attraverso proposte di legge adeguate incentrate non solo sul ritorno, ma anche sulla partenza, sullo scambio, da intendere come momento costruttivo per la persona e per il paese di provenienza, e' necessario che ci attiviamo come sistema paese, mettendo in moto tutti meccanismi necessari'.
(ANSA).

Roma, 04 DIC (Velino) - "Sono molto contento dell'attenzione che si sta riservando in questi giorni alla questione del talento, del merito e delle opportunita' per i giovani nel nostro Paese, seguita all'accorato appello di Pierluigi Celli. Spero, pero', che non se ne faccia solo un caso giornalistico, ma che i riflettori servano ad approfondire quella che e' una ferita aperta del nostro sistema. Celli, Tobagi, il presidente Napolitano, e da ultimo l'appello di sedici giovani professionisti fuggiti all'estero, veicolato attraverso il blog di Sergio Nava e di cui si parla oggi su La Repubblica, esprimono riflessioni profonde e appassionate che, nella loro diversita', meritano il massimo rispetto. Non facciamole cadere nel vuoto. Il progetto 'Controesodo', nato grazie all'iniziativa dell'Associazione Trecentosessanta e che insieme ad altri parlamentari dell'Intergruppo per la Sussidiarieta' stiamo portando avanti da ormai un anno, consiste in cinque proposte di legge proprio su questi temi. Spero che tutte le posizioni espresse in questi giorni ravvivino il confronto e portino idee nuove e proposte concrete che ci aiutino nel percorso che stiamo portando avanti". Lo ha dichiarato Guglielmo Vaccaro, deputato Pd.

Articolo pubblicato su «Corriere della Sera», 16 settembre 2009
Cosa accomuna Maurizio Gasparri a Pierluigi Bersani, Linda Lanzillotta a Maurizio Lupi, Giampiero Cantoni a Ermete Realacci, Enrico Letta a Maurizio Sacconi, Gianni Alemanno a Vannino Chiti, Ugo Sposetti a Luca Volonté e tutti loro e molti altri insieme? Il collante è l’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, cioè la prova, a dispetto di quanto si potrebbe pensare in questi giorni, che le iniziative bipartisan in politica esistono.
Un' idea bipartisan è la cosiddetta "Controesodo" che punta, con 5 proposte di legge inserite in un unico pacchetto, a valorizzare i giovani talenti italiani all' estero e i talenti esteri che intraprendono percorsi di studio in Italia. Come commenta l onorevole Enrico Letta, «l'idea di fondo è lavorare non sui cervelli ma sulle persone normali che se ne vanno e riescono a costruire imprese di successo altrove. A loro vorremmo proporre una sorta di scudo fiscale per rientrare e impiantare la loro attività autonoma nella regione da cui sono partiti».

da "La Repubblica" del 31 Luglio 2009
Non solo evitare che il “capitale umano” si sposti all’estero, ma fare in modo che sempre più ragazzi scelgano l’Italia per laurearsi e fare impresa.
Questo l’obiettivo di Controesodo, il progetto dell’Associazione 360, la cui proposta di legge per incentivare studenti stranieri a iscriversi alle nostre facoltà è stato presentata mercoledì scorso. Un tema importante, che ha coinvolto le forze politiche in modo trasversale, come testimoniato dagli interventi di Guglielmo Vaccaro, Pierluigi Bersani, Enrico Letta e Alessia Mosca per il PD; e di Maurizio Lupi, Barbara Saltamartini e Raffaello Vignali per il PDL.
«Bisogna considerare questa nostra proposta come un punto di partenza – ha dichiarato Pierluigi Bersani – un piccolo tassello di modernizzazione».
«L’obiettivo – ha spiegato Enrico Letta – è tornare al centro dei flussi della formazione».

Articolo pubblicato su «Il Corriere della Sera» di martedì 24 marzo.
Mauro dalla Florida. Goffredo da Parigi. Fabrizio da Mosca. Max da Londra. Daniele da Padova. Simone da Madrid. Giovanni da Los Angeles. Con loro, centinaia di altri. Il mondo in una stanza per ascoltare la proposta di legge sullo «Scudo fiscale per il rientro dei talenti», un testo bipartisan sul quale lo stesso ministro dell'economia Giulio Tremonti ha espresso parere favorevole.
La Sala Buzzati del Corriere della Sera è gremita e loro, i cervelli, sono collegati sul web dalle principali capitali estere.
"L'Italia è un Paese 'fermo' di fronte alla crisi e per reagire servono risposte condivise". Ha esordito così ieri sera Enrico Letta, in apertura dell'incontro "Controesodo, un'idea bipartisan per gli Italians", la prima delle quattro iniziative legislative elaborate nell`ambito del progetto promosso dall`Associazione 360 per valorizzare il contributo degli italiani all'estero e favorire il loro rientro nel nostro Paese. L'incontro - che si è tenuto a Milano per presentare il disegno di legge "Scudo fiscale per il rientro dei talenti" - ha visto la presenza in sala, tra gli altri, anche di Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e Stefano Saglia, presidente della Commissione lavoro della Camera, entrambi PDL e co-firmatari della proposta, insieme a Letta e ad altri esponenti della maggioranza di Governo.

da Corriere della Sera Magazine, rubrica Italians Magazine di Beppe Severgnini del 15/01/09
Caro Beppe, ho saputo che il nostro Italians ha ispirato un disegno di legge bipartisan per uno “scudo fiscale” che aiuti il rientro dei talenti in Italia (“Italians, una proposta per il Controesodo”). E’ confortante sapere che qualcuno se ne renda conto: la fuga all’estero è un segno di malessere e una perdita secca per il Paese. Mi chiedo...
Cara AA, quando Enrico Letta mi ha scritto, spiegandomi che questo disegno di legge bipartisan era ispirato a Italians, sono rimasto sorpreso. Credevo che, per la politica, le iniziative dei giornalisti fossero solo seccature. Curioso, e diffidente, sono andato a Roma per...(continua)
L’emigrazione italiana non è più quella delle valigie di cartone. Ad abbandonare il nostro paese sono ormai in gran parte persone con alto livello di scolarizzazione, grandi motivazioni e capacità. Parte da questa premessa Controesodo, l’iniziativa nata all’interno dell’associazione Trecentosessanta, fondata da Enrico Letta.

Roma – Una proposta di legge bipartisan per il rientro in Italia dei “talenti” emigrati all’estero per lavoro. L’iniziativa porta la firma tra gli altri del ministro ombra del Welfare Enrico Letta (Pd), del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl), del presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio Stefano Saglia (Pdl) e di Guglielmo Vaccaro (Pd).

ROMA - Fuga è una parola che non basta più. Gli italiani che
scelgono l' estero - per studiare, lavorare e poi affermarsi -
sono un fiume, un oceano. Oggi 4 milioni di nostri connazionali
sono iscritti all' Anagrafe degli italiani residenti all' estero.Adesso un gruppo di parlamentari - di
maggioranza come di opposizione - vuole riportare indietro, qui in
Italia, i migliori tra loro. Non solo manager o scienziati, ma
anche chef, tecnici, piccoli imprenditori. Per attirarli, questi
parlamentari propongono aiuti anche fiscali.
Un progetto di legge bipartisan per favorire il controesodo degli "Italians" talentuosi emigrati all'estero per lavorare. Non solo ricercatori (per il rientro dei "cervelli" ci sono altri provvedimenti ad hoc), ma anche chef, manager, tecnici, che in migliaia arricchiscono il Pil di altri paesi quando potrebbero essere utilissimi a casa loro.

Proposta di legge bipartisan Uno scudo per i talenti emigrati
La proposta di legge di Enrico Letta trova spunto da un'idea suggerita dal forum «Italians» di Severgnini.

Enrico Letta ha chiuso il «Sud Camp 2008» organizzato dall’associazione «TrecentoSessanta». Al centro della due giorni a Castel Sant’Elmo, il Mezzogiorno con le sue emergenze ma anche con le sue prospettive. E una domanda: cosa può e deve fare il Pd?...